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Benvenuto alla Parrocchia di San Rocco e Beata Vergine del Carmine - Marina di Grosseto +++ +++

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IL Convento

Breve storia del Convento di S. Rocco a Marina di Grosseto

Mentre si acceleravano le pratiche per l’erezione del convento di Piancastagnaio, il p. Clemente, per incarico del p. Provinciale, si andava adoperando per trovare una località marina dove fondare una casa per la salute di quei religiosi che necessitavano del mare. Dopo inutili tentativi fatti per formare una comunità presso una chiesa semi/abbandonata a Bocca di Magra, il padre si rivolse a Marina di Grosseto, piccolo villaggio di pescatori della Maremma Toscana. Chiese un appuntamento con il Vescovo Mons. Galeazzi il quale dichiarò di essere lieto della venuta dei Carmelitani Scalzi a Marina, a condizione che accettassero la parrocchia eretta da pochi anni la cui chiesa era ancora in fase di costruzione, gli versassero una grossa somma di denaro e un certo numero di applicazioni di messe.

Racimolato a fatica il denaro richiesto, ottenuti i necessari permessi e le dispense dai Superiori Generali e dalla S. Sede, il 25 ottobre 1952 due padri giunsero a Marina e si dettero immediatamente da fare per formare una comunità parrocchiale con gli abitanti del luogo abituati a vivere ai margini della chiesa.

In un primo momento, i due padri incaricati di formare la piccola comunità, - Clemente e Dionisio - presero in affitto una villetta confinante con la caserma dei carabinieri. Vi rimasero sino al 13 giugno 1953 quando, con il permesso del Vescovo, andarono ad abitare al primo piano dell’asilo edificato sul fianco destro della Chiesa in costruzione.

Stabiliti nella nuova casa, da un lato ebbero la possibilità di seguire da vicino i lavori della chiesa, che stavano procedendo secondo il programma, e dall’altro poterono dare inizio all’organizzazione della vita di comunità e della parrocchia.

Da principio gli abitanti  avevano accolto con indifferenza l’arrivo dei padri ma a poco a poco, si avvicinarono loro e ne apprezzarono il lavoro. Alcuni poi divennero loro collaboratori nell’opera assidua di sensibilizzazione alla vita parrocchiale verso coloro che ancora ne rimanevano lontani. A poco a poco si creò un ampio gruppo di fedeli che incominciarono a sentire vivo il senso di appartenenza alla comunità parrocchiale, si affezionarono alla Chiesa e ai padri e li affiancarono nelle varie iniziative.

Il 5 aprile 1954 venne celebrata la consacrazione della chiesa, rallegrata dalla presenza e dai canti degli studenti di filosofia e teologia venuti da Pisa e da Firenze, da un discreto numero di sacerdoti e da pellegrini giunti da ogni parte della diocesi.

Nel frattempo, per assicurare uno spazio alle organizzazioni parrocchiali che stavano nascendo, fu acquistato un appezzamento di terreno di 3.094 mq2. a forma rettangolare, confinante con quello su cui stava sorgendo la Chiesa parrocchiale.Poco dopo, nel territorio della Provincia adiacente alla chiesa, nacquero il Centro sociale e la sala cinematografica.

La sala, costruita su progetto dell’architetto Mario Nieri, fu inaugurata il 30 giugno 1960. Questa ha funzionato per alcuni anni finché i frati non sono stati costretti a cessare le proiezioni a motivo della concorrenza spietata del cinema della cittadina. Il centro sociale invece cominciò a funzionare nell’estate del 1972 accogliendo il primo gruppetto di ospiti venuti a Marina per le vacanze estive.

 

Ben presto i padri notarono che il villaggio stava crescendo, prendendo la fisionomia di piccola città di mare che, in estate, abbondava di persone venute da altri luoghi, più o meno lontani, per le vacanze. Dettero quindi inizio alla così detta pastorale del turismo estivo che si prefiggeva, e si prefigge tuttora, di creare iniziative idonee ad assistere spiritualmente e/o socialmente le migliaia di persone che in estate frequentano le spiagge del territorio parrocchiale, trovando alloggio nelle abitazioni sempre più numerose che sorgono in Marina o nei camping nati in alcune zone della sua lussureggiante pineta. Quando poi, a sud/est del centro della cittadina, al di là della Fiumara, nacque il villaggio turistico di Principina a Mare con alberghi e ville costruite dalla società Pinolia di Cervia e Milano Marittima, i religiosi si adoperarono perché, in un piccolo appezzamento donato dalla società costruttrice, sorgesse l’elegante cappella diventata centro spirituale della zona, inaugurata il 27 luglio 1967.

 

Il 29 novembre 1958, dopo un solenne rito di benedizione celebrato dal Provinciale p. Giacomo di S. Anna, circondato dai superiori delle altre case della Provincia, i tre padri della comunità presero possesso della nuova canonica edificata sullo stile di minuscolo convento su progetto dell’Architetto Ganelli di Grosseto. Distribuiti tra di loro i vari compiti, proseguirono con impegno ancora maggiore l'’assistenza spirituale della popolazione locale e stagionale affidata alle loro cure pastorali. A poco a poco si incominciarono a sperimentare gli effetti benefici del lavoro apostolico dei padri che videro partecipare i fedeli con maggiore intensità ed entusiasmo alle varie iniziative pastorali che venivano programmate per aiutarli a scoprire i preziosi tesori della fede e la gioia inestimabile di appartenere ad una comunità ecclesiale.

Nel 1972 il parroco p. Clemente fu sostituito nell’ufficio dal p. Roberto Boschi. Incominciò una nuova era durante la quale i superiori e i parroci che si succedettero, intensificarono il cammino di evangelizzazione introducendo il movimento neo/catecumenale. Approfittando poi delle occasioni offerte dalle varie circostanze del calendario liturgico della Chiesa e dell’Ordine e degli eventi della chiesa locale, programmarono incontri di spiritualità ad ogni livello e crearono nuove forme di aggregazione sempre per rendere sempre più profondo il senso di appartenenza alla comunità parrocchiale e più visibile la presenza dell’Ordine nella realtà civile ed ecclesiale della provincia e diocesi di Grosseto.

 

In seguito alla decisione presa dal Capitolo Provinciale del 2008, il convento e la parrocchia di Marina di Grosseto sono state offerte alla Provincia indiana del Sud/Kèrala che ha accettato l'offerta e vi ha inviato tre religiosi, i quali con entusiasmo proseguono a lavorare sul campo di apostolato già ben preparato dai parroci carmelitani che li hanno preceduti.

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